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Nostro Signore si presenta a Mario in numerose Apparizioni, durante le quali lancia un forte Richiamo alla riparazione e alla Adorazione Eucaristica.

Al Piccolo della Quercia si rivolge con un amore sconfinante e, mostrando la Divina Eucarestia, sospesa al centro del Suo petto, gli indica la via dei sacramenti quale unica via di salvezza e di pace. Cristo pone l'Eucarestia al centro della vita del cristiano e invita a cibarsene frequentemente: é il Suo Cuore Divino, che palpita per noi. Egli invita a far da argine all'irriverenza verso l'Eucarestia ritenuta da molti un simbolo o un semplice pezzo di pane. L'eresia che l'Eucarestia sia semplicemente un simbolo è una vera piaga che affligge molti. Nostro Signore rivela e ricorda che l'Eucarestia è il Suo Corpo Santo, che estingue la fame e la sete spirituale. Non possiamo vivere senza Gesù Eucaristico. Egli invita anche a farGli visita, prediligendo la visita serale, sostando a lungo ai piedi del Santo Tabernacolo, meditando la Sua Parola ed adorandoLo con devozione e fede sincera, Lui, fattosi Prigioniero d'Amore, nascosto nei mistici veli eucaristici. Nei dialoghi con Mario, Gesù si rivela con gli Appellativi di Verbo di Dio, Unigenito del Padre, l'Agnello Divino e ammaestra il Suo confidente, insieme allo Spirito Santo e l'Eterno Padre, su come seguire la Sua Parola e su come adempiere i compiti ricevuti, mettendo al centro dei Sui Divini Ammaestramenti la Croce. A Mario Nostro Signore appare generalmente vestito con una tunica bianca (Il Risorto) oppure azzurra (Re dei Cieli) o rossa (L'Agnello Immolato). Mario racconta che la presenza di Gesù è una presenza maestosa e che lo sguardo del Signore legge nell'anima con bontà infinita. In diverse occasioni Nostro Signore ha reso visibile la Santa Comunione, deponendoLa sulla lingua del giovane (se piccola) o sulle mani (ma solo se grande).

Verbo di Dio.
Con tale Appellativo Gesù richiama la Sua Divinità (Vangelo di Giovanni 1:1). Egli richiama cosi l'attenzione sul grande mistero dell'Incarnazione. Credere nell'Incarnazione del Figlio di Dio caratterizza l'essere cristiani, perché, come afferma San Giovanni Apostolo 
“da questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito, che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio“ (1 Gv 4,:2 ), poiché “Egli si manifestò nella carne“ (1 Tm 3:16). Il Verbo è eterno, il Verbo è Dio, il Verbo è presso Dio, il Verbo si fa carne, il Verbo dona la grazia e la verità, il Verbo è il Figlio Unigenito del Padre, il Verbo è nel seno del Padre, il Verbo è Persona Eterna. La Persona Eerna del Verbo è  Figlio del Padre. Il Verbo è la Luce Vera che viene per illuminare ogni uomo, il Verbo è la vita del mondo.

Unigenito del Padre.
Come afferma il Credo, Gesù Cristo fu generato e non creato dal Padre prima della creazione del mondo e collaborò all'opera creatrice, infatti
 “tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui niente è stato fatto di ciò che esiste“ (Giovanni 1:3), “egli è l'Immagine del Dio invisibile, generato prima di tutte le creature” (Colossesi 1:15).

Agnello Divino.
Egli è Agnello di Dio in quanto Egli stesso è il sacrificio che paga il prezzo della nostra salvezza. Da molti secoli Dio aveva anticipato che avrebbe provveduto l'agnello che avrebbe tolto il peccato. Nel tempo in cui Caino ed Abele offrirono sacrifici a Dio, la frutta di Caino non fu bene accetta, al contrario Dio accettò gli agnelli che Abele offrì. Quegli agnelli rappresentavano l'Agnello Gesù. Quando Abramo stava per offrire in sacrificio Isacco gli chiese dove era l'agnello. Abramo rispose: 
“Figlio mio, Dio provvederà Egli stesso l'agnello per l'olocausto“ (Genesi 22:8). Questa era in realtà una profezia di Cristo, l'Agnello provveduto da Dio. Quando, sotto la guida di Mosè, i Giudei stavano per lasciare l'Egitto, per sfuggire all'Angelo di Dio che avrebbe colpito, avrebbero dovuto aspergere del sangue di agnello sullo stipite della porta di ogni casa; soltanto così l'angelo non avrebbe colpito nelle case, in cui avrebbe visto il sangue dell'agnello. Quegli agnelli rappresentavano l'Agnello Divino che, morendo, ci avrebbe salvati. 
San Giovanni Battista, vedendo Gesù, affermò: 
“Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo“ (Gv 1:29,34). Cristo è l'Agnus Dei, la vittima sacrificale per la redenzione dei peccati dell'umanità. Innumerevoli sono le citazioni dell'Antico e Nuovo Testamento in riferimento al Vero Agnello: Esodo 12:5; Esodo 29:38,39; Isaia 53:7,12; Giovanni 1:29; Matteo 9:27; Apocalisse 13:8,; Apocalisse 22:2; Apocalisse 21:27; 1 Pietro 1:19; Atti 8:32,33; Atti 8:34,35.

 

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